Quando si parla di ridurre i costi, la prima reazione è quasi sempre la stessa:
“Dobbiamo negoziare prezzi migliori con i fornitori.”
È una scelta corretta, ma spesso non è quella che produce il maggiore beneficio.
Esiste infatti un costo molto più elevato, che raramente compare nei bilanci e che quasi nessuna azienda misura con precisione. È il costo della disorganizzazione.
Ogni ordine duplicato.
Ogni acquisto urgente.
Ogni materiale irreperibile.
Ogni giacenza eccessiva.
Ogni documento ricostruito manualmente.
Ogni telefonata per verificare lo stato di una richiesta.
Ogni e-mail inviata per sapere “a che punto siamo”.
Presi singolarmente sembrano episodi trascurabili, sommati nell’arco di un anno rappresentano migliaia di ore di lavoro, capitale immobilizzato, ritardi operativi e decisioni prese senza dati affidabili.
Il vero problema non è spendere qualche euro in più per acquistare un prodotto.
Il vero problema è sostenere ogni giorno il costo di processi che non sono progettati per funzionare in modo semplice, trasparente e controllabile.
Le aziende più evolute non si limitano a controllare il prezzo di acquisto, misurano il costo dell’inefficienza. Perché è proprio lì che si nasconde il più grande potenziale di miglioramento.
Quanto costa realmente, ogni anno, la disorganizzazione nella vostra Supply Chain?